Milano – Modena: una crono di 196 chilometri.

0

La Milano – Modena è stata una corsa atipica. Oggi non avrebbe più ragione di esistere. Difatti l’ultima edizione fu disputata nel 1969. Una corsa in linea, quasi completamente in rettifilo, senza una salita. Nella prima edizione, nel 1906, i 26 corridori in gara giunsero appaiati a Modena e dovettero disputarsi i premi con 22 giri supplementari dell’ippodromo cittadino. In alcune occasioni fu una prova a cronometro e per una volta, addirittura, una riunione su pista. In tutte le 43 edizioni ha sempre vinto un italiano, salvo nel 1917 quando s’impose lo svizzero Oscar Egg, ineguagliabile esempio di atleta, tre volte recordman dell’ora.

L'Ippodromo di Modena dove si concludeva la corsa ciclistica Milano-Modena
L’Ippodromo di Modena dove si concludeva la corsa ciclistica Milano-Modena

Nel 1928 la Milano-Modena si disputò a cronometro. Una specialità allora agli albori. Il primo grande cronoman fu forse Coppi, nel dopoguerra. Fino ad allora non ci preparava in modo specifico, in compenso si correva su distanze inverosimili. La Milano-Modena del ’28 si corse a cronometro per 186 chilometri! Una follia. Un inseguimento infinito dapprima contro sè stessi per conservare la lucidità necessaria e poi contro gli avversari.

Nel 1928 Girardengo ha 35 anni. Da alcune stagioni non ha più lo smalto dei tempi d’oro e neppure la stella del prim’attore che cinge ora la fronte di Alfredo Binda, varesino di Cittiglio, già vincitore di tre giri d’Italia. Nel 1928 Binda veste la maglia di campione del mondo, conquistata al Nürburgring con una prova superlativa. È l’indiscusso favorito. Girardengo si presenta al via confidando sulla buona forma che lo aveva portato a vincere l’ultima Milano-Sanremo, proprio a spese dell’avversario di sempre.

Costante Girardengo
Costante Girardengo

Si parte da Rogoredo. Ognuno a intervalli di tre minuti. Non sono molti gli iscritti: 32. La sorte dice che Binda partirà per primo. Non pare soddisfatto della cosa. Sa che chi fa da battistrada non ha punti di riferimento, corre realmente in solitudine. Dinanzi gli si apre lo stradone della Via Emilia, da poco asfaltato, fino a Piacenza. Una linea, quasi retta, che taglia la porzione fertile e pingue di acque della Pianura Padana. Un interminabile filare di pioppi a bordo strada segna la cadenza e regala linee d’ombra in un’afosa giornata d’inizio estate. Binda spinge il 49 per 16. Potenza e classe. Stile. Binda è ‘bello’ in sella. La pedalata rotonda, fluida, filante.

Girardengo parte fra gli ultimi. Più scomposto, arroccato sul telaio. Ma è della generazione di coloro che si spendono fino alla fine per prevalere, astuto quando la potenza non basta, grande nel carattere e mai domo. A Lodi viene dato in vantaggio, di 57 secondi sul varesino con un’incredibile media di 40.449 km/h. Roba da velodromo. A Piacenza segna quasi 4 minuti di vantaggio su Binda, la media sfiora i 39 km/h. Fra i suiveurs, che faticano a seguire la gara in auto dovendo risalire concorrenti sfilacciati per decine di chilometri, sorge l’interrogativo: è Binda in difficoltà o è Girardengo in giornata di grazia.

$_57
La Via Emilia presso S.Nicolò nel Piacentino in una cartolina d’epoca

In Emilia la strada peggiora, polvere e buche. Si cambia rapporto. Si scala di un dente per una pedalata un filo più agile. Contro Binda ci si mette anche il vento, furioso. A Fidenza il vantaggio di Costante sale a 5’30”. La gara potrebbe rivelarsi una disfatta per il campione del mondo. Dietro di loro, il nulla o quasi. C’è solo la prestazione di un dilettante, fuori gara, che impressiona. È Allegro Grandi, che si prepara in vista delle Olimpiadi di Amsterdam: corre con il 46 per 12, a pignone fisso. Tiene testa ai due campioni e pur non classificato arriverà a Modena con il terzo miglior tempo.

Binda chiede più volte l’ausilio della vettura della Casa. Chiede acqua, chiede che lo bagnino sulla nuca. Chiede notizie sui tempi. Sa del ritardo e s’incupisce. A Parma però sembra che le sorti della gara s’invertano. Girardengo ha un lieve appannamento, Binda si ritrova. A Modena il varesino entra sull’anello dell’ippodromo incoraggiato dal grido entusiasta di migliaia di persone. Compie gli ultimi dieci giri in 14’47” a una velocità impressionante. Forse recupera. Conclude sfinito, smonta di sella e attende l’avversario. Non mostra la consueta sicurezza, appare desolato. Difatti l’ingresso di Girardengo anticipa ogni attesa. Ancor prima che l’omino di Novi concluda la sua prova, lo speaker annuncia al megafono il suo trionfo: 5 ore, 17’ 11” alla media di 35 km/h! Costante Girardengo aggiunge un altro titolo alle sue oltre 100 gare vinte su strada. Stupirà ancora andando a vincere allo sprint al Motovelodromo di Roma all’età di 42 anni!

Schermata 2017-03-04 alle 18.32.37

(albano marcarini © cycle! 2017)

Leave A Reply